Messaggio ai giovani

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Rapporti umani

Capitolo 136: Essere socievoli

Tutti coloro che diffondono il messaggio della Parola di Dio e hanno conosciuto il Vangelo della grazia devono seguire l’esempio del Cristo che ha unito i propri interessi a quelli dell’umanità. Non dobbiamo rinunciare a stare insieme agli altri, non dobbiamo isolarci. Per poter raggiungere tutte le categorie di persone, dobbiamo andare verso di loro, là dove si trovano, perché sarà molto difficile che ci vengano a cercare spontaneamente. I cuori delle persone non vengono toccati solo attraverso le parole rivolte da un pulpito. Ci sono altri contesti, forse più umili ma promettenti e ricchi di opportunità: la casa del povero e la villa del ricco, la tavola ospitale e le feste dove ci si diverte in modo equilibrato. MG 283.1

Come discepoli del Cristo non dobbiamo unirci agli altri per farci coinvolgere dai piaceri e dalle pazzie di questo mondo. Da amicizie simili non può venire fuori nulla di buono. Non dobbiamo mai approvare il peccato con le parole o con le azioni, con il silenzio o con la nostra presenza. Ovunque andiamo, dobbiamo portare Gesù con noi facendo capire agli altri quanto sia prezioso per noi. Coloro che, invece, cercano di proteggere la propria religione tenendola nascosta dentro pareti di cemento, perdono occasioni preziose per fare il bene. Attraverso i rapporti umani il cristianesimo entra in contatto con la società. Ogni individuo che è stato illuminato dallo Spirito di Dio a sua volta deve illuminare il sentiero di coloro che non conoscono la luce della vita. MG 283.2

Dobbiamo diventare tutti testimoni di Gesù. La forza dei legami umani, santificata dalla grazia del Cristo, deve crescere per portare persone al Salvatore. Dimostriamo agli altri che non siamo assorbiti egoisticamente dai nostri interessi: desideriamo che anche altre persone possano condividere le benedizioni e i privilegi di cui godiamo. Dimostriamo che la nostra religione non ci rende insensibili ed esigenti. Se avete conosciuto il Cristo, impegnatevi per fare del bene agli altri come fece lui stesso. MG 283.3

Non dobbiamo dare l’impressione che i cristiani sono persone malinconiche e infelici. Se fissiamo lo sguardo su Gesù, scorgeremo un Redentore pieno di compassione e saremo illuminati dal suo aspetto. Dove regna il suo spirito abita la pace. Dove c’è una vera e serena fiducia in Dio sgorga la gioia. MG 283.4

Il Cristo è felice insieme ai suoi discepoli quando essi, nonostante siano esseri umani, condividono la sua natura divina. Essi non sono statue, ma uomini e donne pieni di vitalità. I loro cuori, ravvivati dalla rugiada della grazia divina, sbocciano e si sviluppano sotto il Sole di giustizia. La luce che risplende su loro si riflette sugli altri con azioni ispirate dall’amore del Cristo. — The Desire of Ages, 152, 153. MG 283.5