Con Gesù sul monte delle beatitudini

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Capitolo 4: Le vere motivazioni del servizio

“Guardatevi dal praticare la vostra giustizia davanti agli uomini” — Matteo 6:1

Le parole pronunciate dal Cristo sul monte esprimevano quegli insegnamenti che aveva già cercato di trasmettere mettendoli in pratica nella sua vita, ma il popolo non li aveva compresi. Gli ebrei non riuscivano a capire perché possedendo un potere così grande non lo utilizzasse per realizzare quelle che essi consideravano le loro massime aspirazioni. Le loro motivazioni, il loro spirito e i loro metodi erano opposti ai suoi. Apparentemente desiderosi di rispettare la legge, in realtà aspiravano alla propria gloria. Il Salvatore, invece, voleva che essi comprendessero che l’ambizione è una trasgressione della legge. GMB 95.1

Le convinzioni dei farisei hanno caratterizzato gli uomini di ogni epoca. Lo spirito del fariseismo è l’espressione degli istinti naturali dell’uomo e Gesù, indicando il contrasto fra il suo spirito, i suoi metodi e quelli dei rabbini, fa comprendere che i suoi insegnamenti sono adatti per gli uomini di tutti i tempi. GMB 95.2

All’epoca del Cristo i farisei cercavano di meritarsi continuamente i favori divini, ma solo per assicurarsi onori e prosperità che essi consideravano la ricompensa delle loro virtù. Esaltavano i loro gesti generosi davanti a tutti per attrarre l’attenzione e guadagnarsi una buona reputazione. Gesù condannò questa ostentazione, dichiarando che Dio non accettava tale spirito e l’adulazione e l’ammirazione che essi ricercavano con tanto interesse era tutto ciò che ne avrebbero ricevuto. GMB 96.1

“Quando dunque fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra quel che fa la destra, affinché la tua elemosina sia fatta in segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa”. Matteo 6:3. GMB 96.2

Queste parole di Gesù non significano che tutti i gesti di generosità devono essere tenuti nascosti. L’apostolo Paolo, divinamente ispirato, non nascose la generosità dei credenti delle chiese della Macedonia. Raccontò come la grazia del Cristo li avesse trasformati affinché altri seguissero il loro esempio. Scrivendo alla chiesa di Corinto dichiara: “...Il vostro zelo ne ha stimolati moltissimi”. 2 Corinzi 9:2. GMB 96.3

Il Salvatore afferma chiaramente che se manifestiamo la nostra generosità non dobbiamo farlo per la lode e gli onori terreni. Il vero amore non ricerca gli applausi. Chi ricerca gloria e adulazione è cristiano solo di nome. GMB 96.4

Le opere dei discepoli del Cristo devono glorificare la grazia e la potenza di colui che ha ispirato la loro realizzazione e non coloro che sono stati solo degli strumenti. Ogni buona opera viene compiuta soltanto grazie allo Spirito Santo, che viene accordato non per glorificare chi lo riceve ma colui che lo dona. Quando la luce del Salvatore illumina l’animo, le labbra pronunciano parole di lode e riconoscenza nei confronti di Dio. Il tema dominante dei nostri pensieri e delle nostre conversazioni non saranno la nostra generosità e le nostre rinunce: Gesù verrà esaltato e l’egoismo svanirà perché il Salvatore rappresenterà tutto per noi. GMB 97.1

Dobbiamo donare con sincerità, non per fare sfoggio delle nostre buone azioni, ma perché amiamo coloro che soffrono. La sincerità e la bontà sono le motivazione che Dio approva. Egli considera più preziosi dell’oro coloro che si consacrano sinceramente e fedelmente al suo servizio. GMB 97.2

Non dovremmo pensare a nessun tipo di ricompensa ma solo a compiere il nostro dovere. Ogni gesto di vera generosità avrà la sua ricompensa. “...Il Padre tuo, che vede nel segreto, te ne darà la ricompensa”. Matteo 6:4. GMB 97.3

Dio stesso rappresenta la ricompensa suprema e il credente può riceverla o goderla solo se il suo carattere è sempre più simile a quello divino. Soltanto coloro che si assomigliano possono conoscersi e stimarsi. Soltanto quando ci consacriamo al servizio dell’umanità Dio si dà a noi. GMB 97.4

Coloro che offriranno il loro cuore e consacreranno la loro vita al Signore, per trasmettere agli altri le benedizioni ricevute, ne saranno arricchiti come le colline e le pianure che attraversate dai corsi d’acqua diretti verso il mare ne beneficiano abbondantemente. Il ruscello che scorre arricchisce la vegetazione e la rende produttiva. GMB 98.1

Sugli argini l’erba è più fresca, gli alberi sono più verdi e i fiori si moltiplicano. Quando in estate la terra inaridisce per il calore ardente del sole, una striscia verde segna il passaggio del fiume e tutta la pianura che accoglie il corso d’acqua si riveste di freschezza e bellezza. Questa immagine può rappresentare la ricompensa che Dio accorda a coloro che accettano di diventare canali della sua grazia in favore di un mondo perduto. GMB 98.2

Queste sono le benedizioni concesse a chi è misericordioso verso i poveri: “Non è forse questo: che tu divida il tuo pane con chi ha fame, che tu conduca a casa tua gli infelici privi di riparo, che quando vedi uno nudo tu lo copra e che tu non ti nasconda a colui che è carne della tua carne? Allora la tua luce spunterà come l’aurora, la tua guarigione germoglierà prontamente... Il Signore ti guiderà sempre, ti sazierà nei luoghi aridi... tu sarai come un giardino ben annaffiato, come una sorgente la cui acqua non manca mai”. Isaia 58:7, 8, 11. GMB 98.3

Chi manifesta la sua generosità ottiene una duplice ricompensa: nell’aiutare chi ha bisogno fa del bene agli altri ma anche a se stesso. Lo Spirito Santo che agisce nel suo cuore svilupperà in lui quella generosità disinteressata che nobiliterà e arricchirà la sua vita. GMB 98.4

La generosità espressa con discrezione e saggezza unisce gli uomini e avvicina a colui che ne è la Fonte. Le piccole attenzioni, le semplici manifestazioni di affetto e sacrificio, che assomigliano al profumo di un fiore, sono molto importanti nella vita perché assicurano felicità e benedizioni. Infatti ci si renderà conto che la rinuncia personale in vista del bene e della felicità degli altri, per quanto fraintesa e disprezzata dagli uomini, in cielo è considerata come una dimostrazione della nostra unione con il Re di gloria che essendo ricco ha rinunciato a tutto per amor nostro. GMB 99.1

Il bene, anche se compiuto segretamente, esercita il suo influsso sul carattere di chi lo compie e quindi non rimarrà sempre nascosto. Se, come discepoli del Cristo, ci consacriamo totalmente a questo compito saremo in comunione con il Signore, che tramite l’azione del suo Spirito susciterà in noi risposte positive al suo prezioso influsso. GMB 99.2

Dio, che moltiplica i talenti di chi ha utilizzato saggiamente i beni affidatigli, gioisce nel riconoscere le opere di coloro che fedeli al Salvatore le hanno compiute tramite la sua grazia e la sua forza. Coloro che si saranno impegnati a sviluppare e migliorare il loro carattere, utilizzando i loro beni in favore degli altri, riceveranno una ricompensa nel regno di Dio perché l’opera iniziata oggi si compirà in quella vita perfetta e futura che durerà per l’eternità. GMB 99.3