Servizio cristiano

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Capitolo 1: L'appello divino al servizio

Dio sceglie gli uomini come suoi rappresentanti

Dio non ha scelto gli angeli, ubbidienti e perfetti, per rappresentare lui nel mondo, ma esseri umani, persone con le stesse passioni di coloro ai quali è rivolto il messaggio di salvezza. Cristo è diventato uomo per poter incontrare l'umanità. La salvezza può essere offerta al mondo solo da un salvatore pienamente uomo e pienamente divino. A noi, uomini e donne, è stato affidato il compito solenne di far conoscere “le ricchezze di Cristo”. Efesini 3:8. — The Acts of the Apostles, 134 (1911). SC 10.1

Nei vangeli troviamo questa scena commovente: il sovrano del cielo circondato dai dodici da lui scelti per essere consacrati per la sua opera, come strumenti deboli per proclamare l'annuncio della salvezza a tutti gli uomini, per mezzo della Parola e l'azione dello Spirito Santo. — The Acts of the Apostles, 18 (1911). SC 10.2

“E ora manda degli uomini a ioppe, e fa' venire un certo Simone”. Atti 10:5. In questo modo, Dio sottolinea l'importanza accordata all'annuncio del Vangelo e alla sua chiesa organizzata. L'angelo non ha il compito di annunciare a Cornelio le vicende della croce. Chi deve testimoniare al centurione del Salvatore crocifisso e risorto è un uomo come lui, soggetto alla fragilità umana e alla tentazione. — The Acts of the Apostles, 134 (1911). SC 10.3

Un angelo ha fatto in modo che Filippo incontrasse un uomo alla ricerca della verità, pronto a ricevere il messaggio del Vangelo. Anche oggi, gli angeli sono pronti a guidare i passi di quegli operai che permettono allo Spirito Santo di santificare ogni loro talento e dirigere il loro sguardo fiducioso verso il cielo. — The Acts of the Apostles, 109 (1911). SC 10.4

“Ma noi abbiamo questo tesoro in vasi di terra, affinché questa grande potenza sia attribuita a Dio e non a noi”. 2 Corinzi 4:7. Dio avrebbe potuto proclamare la sua verità per mezzo di angeli innocenti, ma non è questo il suo piano. Egli ha scelto gli esseri umani semplici perché realizzino il suo progetto salvifico. L'inestimabile tesoro è posto in recipienti di terra. È per mezzo degli uomini che le benedizioni divine devono essere trasmesse al mondo. Tramite essi la sua gloria deve risplendere nelle tenebre del peccato. Con il loro ministero d'amore possono venire in aiuto ai peccatori e ai bisognosi e condurli alla croce. In ogni loro azione essi devono attribuire gloria, onore e lode a colui che è sopra tutto e tutti. — The Acts of the Apostles, 330 (1911). SC 10.5

Il Salvatore ha voluto che, dopo la sua ascesa al cielo in qualità di mediatore tra Dio e l'uomo, i suoi discepoli proseguissero l'opera da lui cominciata. E l'uomo, di conseguenza, non desidera mostrare particolare interesse nell'annunciare il messaggio del Vangelo a coloro che sono nelle tenebre? Alcuni sarebbero disposti a recarsi in terre remote per proclamare la verità agli uomini, ma Dio ci chiede di essere testimoni là dove siamo per irradiare l'atmosfera del cielo ai nostri vicini e al nostro prossimo. Se non siamo disposti a fare delle rinunce per coloro che rischiano la perdizione, come potremo essere ritenuti degni di entrare nella città di Dio? — Testimonies for the Church 9:103 (1909). SC 10.6

Il Signore, nella sua saggezza, fa in modo che coloro che cercano la verità vengano in contatto con uomini e donne che conoscono il Vangelo. Il piano di Dio consiste in questo: chi conosce la luce ne faccia parte a chi è ancora nelle tenebre. L'uomo, attingendo l'energia all'infinita fonte della sapienza, diventa il mezzo, l'agente, tramite il quale il messaggio del Vangelo può esercitare il suo benefico influsso su mente e cuore. — The Acts of the Apostles, 134 (1911). SC 11.1

Dio avrebbe potuto salvare i peccatori senza la nostra partecipazione, ma ci chiama a collaborare con lui, affinché possiamo sviluppare un carattere simile a quello di Cristo. Per poter provare la sua gioia, la gioia di coloro che sono stati salvati dal suo sacrificio, dobbiamo collaborare alla sua opera di redenzione. — The Desire of Ages, 142 (1898). SC 11.2

Cristo non ha scelto come suoi rappresentanti gli angeli che non sono mai caduti, ma esseri umani soggetti alle stesse passioni degli uomini che cercano di salvare. Cristo si è fatto uomo per salvare gli uomini. Per la salvezza del mondo era necessaria la collaborazione del divino con l'umano. Bisognava che la divinità si incarnasse per essere un mezzo di comunicazione fra Dio e l'uomo. — The Desire of Ages, 296 (1898). SC 11.3

Gli esseri del cielo attendono la nostra collaborazione. L'uomo è il mezzo tramite il quale altri uomini possono essere avvicinati. Quando ci consacriamo a Cristo, gli angeli si rallegrano di annunciare l'amore di Dio tramite la nostra testimonianza. — The Desire of Ages, 297 (1898). SC 11.4

Dobbiamo essere collaboratori del Signore, poiché egli non porterà a termine la sua opera senza l'intervento di agenti umani. — The Review and Herald, 1 marzo 1887. SC 11.5